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Progetti 2008

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“Raccontare e raccontarsi giocando” (.doc Kb 70.5)

“L’universo risuona del grido di gioia che io sono”
(Scriabine)

L’idea su cui si basa questa progettualità è quella di suggerire un percorso di gioco lungo il quale sia possibile costruire nel tempo una narrazione per raccontarsi e raccontare, attraverso i linguaggi del corpo.
Il bambino “traccia” la propria esperienza lasciando un’impronta di sé che possa concorrere a narrare il proprio vissuto, avendo la consapevolezza di far parte di un gruppo (dall’In-Forme alla F….Orma).
L’uomo esiste perché ha uno sfondo. In questo senso il bambino si riconosce nel proprio gruppo, riferimento privilegiato per acquisire sicurezze (“Con il mio gruppo posso farcela”).

parole
pioggia

“I bambini possono esprimersi in linguaggi differenti: con la voce, il gesto, la drammatizzazione, i suoni, la musica, la manipolazione e la trasformazione dei materiali più diversi, le esperienze grafico-pittoriche, i mass-media, ecc. la fruizione di questi linguaggi educa al senso del bello, alla conoscenza di se stessi, degli altri e della realtà.” (“Indicazioni Nazionali per il curricolo, per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione - Scuola dell’Infanzia - c. e. “Linguaggi, creatività, espressione” )
Bambini e poesia sono imprevedibili. Entrambi appartengono ad un regno su cui hanno potere il gioco, l’intuizione, la fantasia; regno in cui la natura con i suoi elementi ne è la protagonista.
La poesia e i bambini ci parlano del cielo e della terra, della pioggia e del vento, del sole e dell’arcobaleno: immagini tenere, surreali.
Commozione, malinconia, desiderio di rinascita, ed ecco che parole fatte di nero inchiostro si stropicciano, si svegliano, prendono forma, diventano vive e scendono come piccole gocce dal cielo, ci raccontano di paesaggi e atmosfere, di incanti e di incontri. Entrano nei giochi e nelle fantasie dei bambini fino ad arrivare nello spazio magico del teatro.

Ponentino (.zip Mb24.1)
Laboratorio di informatica


Come si fa a diventare un VIM (Vento Importante Molto)?
Ponentino vorrebbe diventarlo, ma non sa cosa fare da grande.
Nonno Vento gli consiglia di scoprire a cosa servono i venti.
Perché questo è importante: capire a cosa si può essere utili.
Per risolvere i suoi dubbi, Ponentino parte alla scoperta delle diverse attività che i venti compiono nella natura. Conosce così il Vento Seminatore, che aiuta a coltivare la terra, e il Vento Tiranno, che distrugge tutto ciò che incontra; venti che fanno piovere e venti che fanno paura …….
Ma quale sarà la strada giusta per Ponentino?
Rielaborazione grafica e multimediale del libro
“Il viaggio di Ponentino”
Concha López Narváez, Carmelo Salmerón, Rafael Salmerón López
ed: Città Nuova

ponentino


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